Allarme rischio spread BTP italiani

L’estate che si è appena conclusa sicuramente non verrà ricordata come una delle migliori per l’economia mondiale, e soprattutto per quella italiana.

 

La crisi economica che ormai da 3 anni imperversa, e non sembra attenuarsi, assomiglia sempre più a un vortice verso il basso senza fine, dove paesi con un’economia già di per se debilitata, come l’Italia, hanno comunque la peggio.

 

Il declassamento dell’Italia nel rating da parte dell’agenzia Standard and Poor’s, è una logica conseguenza, dalla quale sono già scaturite delle reazioni a catena nei mercati, ben poco piacevoli. La più discussa al momento, è senza dubbio la crescita dello Spread tra BTP e Bund tedeschi, ovvero la crescita del differenziale tra i titoli di stato italiani e tedeschi.

 

Lo Spread, tecnicamente, indica il differenziale tra il tasso di rendimento di un’obbligazione caratterizzata da un rischio di default (insolvenza) e quello di un titolo privo di rischio, come alcuni titoli di stato.

 

Se ad esempio un BTP decennale italiano con rendimento 5% e il corrispondente Bund tedesco ha un rendimento del 3% il differenziale, cioè lo Spread, sarà di 2 punti percentuali o 200 punti base (5-3=2).

 

L’allarme spred per i BTP italiani era già scattato a Luglio, quando il differenziale coi Bund era salito a circa 250 punti base, ma nelle ultime settimane la situazione si è aggravata, e col declassamento del rating dell’economia italiana, lo spread tra BTP e Bund è salito a dismisura, fino a sfiorare i 400 punti base.

 

Cosa vuol dire questo, in termini concreti? Vuol dire che il rischio d’investimento sui titoli di stato italiani è aumentato a dismisura (com’è noto rischio e rendimento in economia sono direttamente proporzionali), e l’avversione al rischio che nei periodi di crisi è sempre maggiore, ha portato gli investitori a buttarsi a capofitto sui Bund tedeschi, che sono ormai scesi da diverse settimane sotto il 2%, registrando uno spread variabile dai 3,5 ai 4 punti percentuali rispetto ai titoli italiani.

 

Il frutto di tutto ciò è l’abbandono degli investimenti azionari da parte, soprattutto, dei piccoli e medi investitori, scoraggiati dai rendimenti dei titoli italiani che purtroppo non accennano a diminuire.

Altre News Correlate

Abruzzo, contributi regionali alle imprese agricole

L'Abruzzo è sempre in prima linea negli aiuti alle aziende, ...

Findomestic e Peugeot si accordano

Peugeot e Findomestic trovano un accordo per la concessione di ...

Prestiti boom per i regali di Natale

Il periodo di Natale, come ogni anno, è l'occasione per dar ...

Gli effetti dei tagli BCE su mutui e prestiti

La scorsa settimana Mario Draghi, numero uno della BCE, ha ...

In calo le richieste di prestiti personali a Febbraio 2012

Secondo una ricerca compiuta del Crif, emerge che nel nostro ...

Gli italiani chiedono molti prestiti arredamento

Gli italiani hanno cambiato le finalità dei prestiti che sono ...

Cerca Finanziamenti

Monte San Vito, 22/23, Piazza Della Repubblica, 60037 Tel: 071740622
Valfurva, Piazza Magliavaca, 1, 23030 Tel: 0342925000
Mentana, Via Moscatelli Antonio, 154, 00013 Tel: 069002801
Garbagnate Milanese, Via Verdi Giuseppe, 1, 20024 Tel: 029907001