Zona euro, ancora non si vede la luce alla fine del tunnel

Un'indagine preliminare compiuta sulla zona euro ha messo in evidenza come la fine della crisi è ancora molto lontana. L'economia della zona euro rimane ancora a corto di fiato. C'è bisogno di uno stimolo monetario e di tassi di interesse più bassi. Gli oneri finanziari della zona sud dell'Europa, quella che lotta maggiormente contro la crisi, sono molto più elevati rispetto a quelli dei paesi al centro o al nord della zona Euro.

Il taglio dei tassi di interesse avrebbe come effetto quello di registrare un indebolito dell'euro, cosa che potrebbe aiutare le esportazioni, soprattutto in Germania, paese la cui economia è fondamentale per la zona euro nel suo complesso. La cosa più importante per mantenere la zona euro insieme nel brevissimo termine è quello di fare in modo che l'economia tedesca rimanga solida e che la disoccupazione rimanga bassa.

 

L'economia della Germania, orientata all'esportazione, ha retto meglio della maggior parte degli altri paesi della zona euro, anche se il sondaggio mensile da parte dell'IFO Economics Institute rischia di mostrare un calo. Quando si guardano gli ultimi segnali provenienti dalla Cina e dagli Stati Uniti, si nota come le prospettive di crescita delle esportazioni delle aziende tedesche sono peggiorate in modo significativo.

 

Secondo alcuni ci sarà un taglio dei tassi di interesse nel corso della riunione della BCE di maggio. Sebbene la maggior parte delle politiche della BCE potrebbe fare molta differenza, il simbolismo del taglio dei tassi potrebbe dare vita ad altri passaggi, meno convenzionali, per stimolare i prestiti.

 

Dal punto di vista degli Stati Uniti, le indagini regionali che la Federal Reserve ha compiuto la scorsa settimana hanno rafforzato l'opinione che siamo di fronte all'ennesima primavera di rallentamento, la quarta in altrettanti anni. Il dato fondamentale su cui si baserà la crescita degli USA è quello delle abitazioni, con il tasso annuo di costruzione di case salito del 7 per cento a marzo, il che fa pensare ad un prosieguo positivo per il 2013.

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