USA, scoppia la bolla dei prestiti d’onore

La crisi ha fatto un’altra vittima: i prestiti d’onore. Si tratta di finanziamenti che sono concessi ai giovani studenti per lo studio, ottimi per poter pagare le tasse di frequenza, per poter acquistare ciò di cui si ha bisogno per potersi laureare ed arrivare, dunque, sul mercato del lavoro. Peccato che la crisi economica ha tagliato il numero di posti di lavoro e dunque gli studenti che si sono laureati già diversi mesi fa, oggi, siano disoccupati e dunque non abbiano modo di poter rimborsare il finanziamento ottenuto.

Come detto, la crisi ha fatto la sua parte anche in questo caso. Secondo un sondaggio i Bloomberg compiuto su un campione di 9.500 ex studenti indebitati, ben il 23% di essi ha deciso di rimandare l’apertura di un’impresa a causa dei debiti accumulati.

 

Per gli USA si tratta di un rischio di oltre 1.000 miliardi di dollari. Uno studente su 10 deve ancora restituire, del suo prestito d’onore, ben 50 mila dollari. Se a questo si aggiunge anche il rischio che i tassi di interesse aumentino, siamo di fronte ad una potenziale bomba ad orologeria. A breve, infatti, terminerà la sovvenzione statale che permette di avere un calo degli interessi su questi prestiti (che sono attualmente del 3,4%). Se non ci saranno altri accordi, il tasso di interesse salirà al 6,8%, rendendo ancora più complessa la restituzione del debito contratto.

 

Ora tocca ad Obama riuscire a convincere il Congresso ad allungare la durata del bonus, anche se al momento il Presidente è invischiato in un discorso di privacy “rubata”. Proprio Obama ha ammesso di aver restituito il suo prestito d’onore a 42 anni, quando era già parlamentare da sette anni e stava per diventare senatore a Washington.

 

Per gli USA un altro duro colpo, che potrebbe avere altre ripercussioni sulla già debole economia globale.

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