Ben Bernanke, gli effetti del suo discorso

Il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke ha concluso con il suo classico discorso la due giorni di incontro della banca centrale americana, annunciando l’intenzione di voler dismettere il programma di aiuti internazionali entro breve tempo, in considerazione del fatto che l'economia del paese si sta rafforzando.

Anticipando dei tassi di interesse più elevati e l’uscita dal QE, inoltre, gli investitori hanno reagito con la vendita di azioni ed obbligazioni. Gli investitori hanno venduto i titoli e facendo salire i rendimenti sin dal mese scorso, dopo i vaghi segnali dalla Fed relativamente al fatto che presto potrebbero arrivare tali tassi più elevati.

 

In un comunicato, la Fed ha detto che i "rischi al ribasso delle prospettive economiche del paese sono decisamente inferiori" e che, per ora, i membri hanno votato per continuare l’attuale ritmo di acquisto di obbligazioni. Lo stesso Bernanke ha inoltre confermato che la Fed avrebbe rallentato l'acquisto di obbligazioni entro la fine di quest'anno, a patto che l’economia possa migliorare ancora. Il ritiro dal QE avverrà in ogni caso in maniera graduale e dovrebbe finire entro la metà del 2014. Entro quella data si pensa che la disoccupazione sarà del 7%.

 

Bernanke ha sottolineato che, anche dopo che la Fed concluderà gli acquisti di obbligazioni, continuerà a mantenere il suo vasto portafoglio di investimenti, il che contribuirà a mantenere bassi i tassi a lungo termine, in maniera da contribuire ancora alla crescita economica.

 

Alcuni investitori temono che dei tassi più alti possano causare lo spostamento degli investimenti, mentre altritemono chel'economia possa non essere pronta ad assorbire tali tassi più alti e che i consumatori e le imprese potranno chiedere meno prestiti.

 

Le previsioni più ottimiste da parte della Fed aiutano anche a spiegare perché si pensa che i tassi ai minimi storici potrebbero presto non essere più necessarii, poiché essi, oltre ad aiutare la ripresa dell’economia, aumentano il rischio di alta inflazione e la creazione di pericolose bolle.

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