Aumento IVA, si farà

IVA si, IVA no. In questi giorni i partiti politici del nostro paese stanno facendo a gara nel parlare il più possibile dell’Imposta sul Valore Aggiunto, nota ai più come IVA. Il problema è che da tanto tempo si parla di un aumento dell’IVA per il nostro paese, ma sembra che, nonostante tutte le parole della classe politica del nostro paese, questa tassa aumenterà, non c’è altra soluzione.

Il punto è che se l’IVA non aumentasse (e addirittura fosse tagliata l’IMU sulla prima casa) bisognerebbe andare a trovare i soldi da qualche altra parte. Ebbene, questa “altra parte” non è ancora stata trovata. Secondo le parole del vicepresidente del consiglio Alfano, “stiamo combattendo per eliminare l’IMU sulla prima casa e per evitare l’aumento dell’IVA. Attendiamo che il ministro dell’economia finisca il suo lavoro per capire in che maniera alternativa poter trovare i soldi necessari”.

 

Le parole sono incoraggianti, peccato che a più riprese proprio il diretto interessato, ovvero il ministro dell’economia Saccomanni, ha fatto sapere che ci sono poche risorse per poter scongiurare l’aumento dell’IVA, così come previsto. I politici hanno subito risposto affermando che “Saccomanni non può limitarsi a dire che non ci sono le risorse, ma deve inventarsi qualche cosa per trovarle”.

 

Il problema di fondo sta nel trovare gli 8 miliardi di euro che l’aumento dell’IVA e l’IMU sulla prima casa, così come è adesso, garantirebbero. Non sono certo spiccioli e dunque viene da sé che diventa difficile pensare di cancellare il già previsto aumento IVA e l’IMU sulla prima casa, messa dal tanto odiato governo Monti.

 

Secondo le parole di Fassina, viceministro dell’Economia, si sta invece pensando di rimandare semplicemente l’aumento dell’IVA, dal 1° luglio 2013 al 1° gennaio 2014. Praticamente, mesi di bonus per i nostri connazionali, da vedere presumibilmente come un “contentino”. Altre soluzioni non sembrano esserci, però.

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