Ecco cosa ci dicono le dimissioni di Monti

La crisi del debito europeo è da sempre in testa ai pensieri degli investitori. Una delle cose che più ci fa pensare viene proprio dal primo ministro italiano Mario Monti, che ha sorpreso i mercati finanziari quando, qualche giorno fa, ha annunciato che si sarebbe dimesso presto dal suo incarico, per la precisione subito dopo che fosse stato approvato l'ultimo bilancio dal Parlamento. Immediatamente, la crisi del debito è tornata alla cronaca e i rendimenti sui titoli italiani a 10 anni sono saliti.

Le preoccupazioni degli investitori, in ogni caso, hanno perfettamente senso. Monti, ex commissario E.U., è stata una delle persone più importanti in Europa per la risoluzione della crisi del debito. Nel suo anno di incarico, egli è riuscito a tirare l'Italia fuori dal baratro e fuori dal rischio di default. Monti ha risposto bene alle aspettative, mettendo in piedi una forte austerità di bilancio e una ancora più forte liberalizzazione delle professioni italiane. Ora, senza di lui, si aprono degli interrogativi.

Ci sono in ogni caso alcuni analisti che pensano che il lavoro di Monti sia stato sopravvalutato. La riforma del lavoro, per esempio, che dopo mesi di accesi dibattiti è stata modificata proprio dal nostro primo ministro, è stata in realtà inferiore rispetto al piano originale, dato che si aveva l'obiettivo di raggiungere un compromesso tra Parlamento e sindacati. Sono tanti quelli che pensano che l'anno in carica di Monti sia stata una sorta di bolla, buona per gli investitori finché è durata, ma già sgonfiata.

Le dimissioni del nostro primo ministro sono un monito che la crisi della zona euro va ben oltre i problemi della Grecia. Nonostante un certo ottimismo sulle riforme economiche strutturali messe in atto dal governo Monti, la performance dell'economia ha continuato ad essere molto scarsa, per cui le previsioni ci dicono che prima o poi anche l'Italia potrebbe aver bisogno di chiedere un aiuto in termini di ristrutturazione del debito.

 

La lezione finale che sta dietro la storia dell'Italia è che, nonostante gli sforzi compiuti da Monti e dagli italiani, nel breve e medio termine salute economica dell'Europa non è fondamentalmente migliorata. Una sola persona non è sufficiente, i rischi ci sono ancora.

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